Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato può fruire dei permessi straordinari retribuiti in materia di diritto allo studio
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Nel merito della questione, occorre osservare che il d. lgs. n. 81/2015 ha riformato il lavoro a tempo determinato con le previsioni di cui al Capo III dello stesso decreto. Conseguentemente, il CCNL Istruzione e ricerca del 19/4/2018, in coerenza con la complessiva normativa legislativa intervenuta in materia, ha provveduto a ridefinire l’istituto in parola.

In tale ottica l’art. 84 del citato contratto, che ha disciplinato il trattamento economico-normativo del personale a tempo determinato, al comma 1, recependo il principio di non discriminazione tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato, prevede che “al personale assunto a tempo determinato si applica il trattamento economico e normativo previsto dalla contrattazione collettiva vigente per il personale assunto a tempo indeterminato, compatibilmente con la natura del contratto a termine e con le precisazioni seguenti e dei successivi commi:…”.

Sul punto si osserva che l’istituto del diritto allo studio, non essendo stato declinato nel corpo dell’articolo in argomento, non rientra tra tali precisazioni. Inoltre, l’articolo 16 del CCNL comparto Istituzioni ed Enti di Ricerca del 21.02.2002 non prevede che i permessi in esame vadano riconosciuti solo al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Le argomentazioni brevemente offerte inducono a ritenere che i permessi straordinari retribuiti per motivi di studio di cui all’art. 16 del CCNL comparto Istituzioni ed Enti di Ricerca del 21/2/2002 possono essere attribuiti, nella misura massima di 150 ore, anche ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo determinato, sempreché non vi sia un’obiettiva incompatibilità in relazione alla eventuale breve durata del singolo contratto a termine.

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