Assenze e permessi retribuiti
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CONTRATTI PRECEDENTI AL CCNL 2016-2018


Assenze e permessi retribuiti [76]
(art. 8 del CCNL del 21.2.2002 quadriennio e biennio economico 1998-1999)

1. Il dipendente, sulla base di apposita autocertificazione o documentazione, da presentare con comunicazione tempestiva, può assentarsi nei seguenti casi:
– documentata grave infermità, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge n. 53 del 2000, del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione anagrafica, fatto salvo quanto previsto in alternativa dallo stesso comma 1, ultimo periodo: giorni tre all’anno;
– partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove: giorni otto all’anno;
– lutti per decesso del coniuge, parenti entro il secondo grado o affini entro il primo grado o convivente purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice
risulti da certificazione anagrafica: giorni tre per evento;
– nascita dei figli o gravi motivi personali o familiari, debitamente documentati anche mediante autocertificazione: giorni 3 all’anno [77].  Il dipendente, in alternativa [78] , può fruire di n. 18 ore complessive di permesso utilizzabili in modo frazionato. Le due modalità di fruizione dei permessi non sono cumulabili.

2. Il dipendente ha altresì diritto ad assentarsi per 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.

3. Le assenze dei commi 1 e 2 possono essere fruite cumulativamente nell’anno solare, non riducono le ferie e sono valutate agli effetti dell’anzianità di servizio.

4. Durante i predetti periodi al dipendente spetta l’intera retribuzione esclusi i compensi per il lavoro straordinario e quelli legati all’effettiva prestazione.

5. I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104  (assistenza persone malate) come modificato ed integrato dagli articoli 19 e 20 della legge n. 53 del 2000 (sostegno maternità – paternità) [79], non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi, non riducono le ferie e sono utili ai fini della determinazione della tredicesima mensilità.

6. Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni normative.

7. Nell’ambito delle disposizioni previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266   (Volontariato) nonché dal regolamento approvato con D.P.R. 21 settembre 1994, n. 613 per le attività di protezione civile, gli Enti favoriscono la partecipazione del personale alle attività delle Associazioni di volontariato mediante idonea articolazione degli orari di lavoro.


[76] In materia si tenga altresì conto delle previsioni della legge 20 maggio 2016, n. 76, recante “Regolamentazione
delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.”

[77] Al riguardo si segnala che l’art. 71, comma 4, del D.L. n. 112 del 2008, convertito dalla L. n. 133 del 2008, ha sancito l’obbligo di una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti o contratti collettivi prevedono una fruizione alternativa in ore o in giorni. Pertanto, i permessi in esame sono attualmente fruibili annualmente soltanto in ore e il paragrafo in rosso deve ritenersi disapplicato. In materia si richiamano anche le circolari del Dipartimento della funzione pubblica n. 7 e n. 8 del 2008.

[78] Vedi nota 77.

[79] La legge 104/1992 è stata di recente modificata anche dal D.Lgs. n. 119/2011 (in attuazione dell’art. 23 della legge 183 del 2010 c.d. collegato lavoro). Si richiamano al riguardo anche le circolari del Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010, n. 2/2011 e n. 1/2012 (Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l’assistenza alle persone con disabilità).


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