Orario di lavoro (pricipi generali)
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La normativa è regolata dal D. Lgs. n. 66/08.04.2003 “Riforma della disciplina in materia di orario di lavoro in attuazione delle direttive 93/104/Ce e 2000/34/Ce” (come modificato dal D. Lgs. 213/2004 e dal D.L. 25.6.2008 n. 112) [1]

In base all’ art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg n. 66/2003, costituisce orario di lavoro qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni.

L’ORARIO NORMALE DI LAVORO è fissato in 40 ore settimanali, modificabile in senso riduttivo dai contratti collettivi ma con l’obbligo di riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

La DURATA MASSIMA DELL’ORARIO DI LAVORO è quella fissata volta per volta dalla contrattazione collettiva e non può comunque superare mediamente le 48 ore settimanali, comprese le ore di straordinario.

La nuova disciplina viene applicata in tutti i settori di attività, sia pubblici che privati.

Le eccezione riguardano:

la gente di mare, del personale di volo dell’aviazione civile e dei lavoratori mobili delle imprese di trasporto (con riferimento ai profili di cui alla direttiva 2002/15/Ce) il personale della scuola di cui al Decreto Legislativo n. 297/94 gli apprendisti minorenni.


[1]  FONTE: circolare INPS

 

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