Risorse per il trattamento accessorio
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Risorse per il trattamento accessorio 115

(art. 5 del CCNL del 13.5.2009 biennio economico 2008-2009)
1. Le risorse destinate al finanziamento del trattamento accessorio, determinate ai sensi dell’art. 10 del CCNL 2006-2009, biennio economico 2006-07 110 bis, sono ulteriormente incrementate, a decorrere dal 1.1.2009, di un importo pari allo 0,28 % del monte salari riferito all’anno 2007 relativo al personale di cui al presente Capo.

(art. 4 del CCNL del 21.2.2002 quadriennio e biennio economico 2000-2001)
Le risorse destinate al finanziamento del trattamento accessorio di cui all’art. 43 (Risorse per il trattamento accessorio) del CCNL 7.10.1996, ivi incluse le eventuali ulteriori risorse derivanti dall’applicazione delle vigenti disposizioni, sono incrementate a decorrere dal 1° gennaio 2001 dei seguenti ulteriori importi:
a) omissis116;
b) omissis;
c) i risparmi della retribuzione individuale di anzianità (comprese le eventuali maggiorazioni e la quota di tredicesima mensilità) in godimento del personale comunque cessato dal servizio. Per l’anno in cui avviene la cessazione dal servizio è accantonato, per ciascun dipendente cessato, un importo pari alle mensilità residue della RIA in godimento, computandosi a tal fine, oltre ai ratei di tredicesima mensilità, le frazioni di mese superiori a quindici giorni. L’importo accantonato confluisce, in via permanente, nel Fondo di cui all’art. 5, comma 2, del presente CCNL, con decorrenza dall’anno successivo alla cessazione dal servizio in misura intera e vi rimane assegnato in ragione di anno; – i risparmi degli incrementi retributivi di cui all’art. 53(PAG. 41) (Progressioni economiche per il personale appartenente ai livelli IV – IX) del presente CCNL, in godimento del personale comunque cessato dal servizio. L’accantonamento avverrà con le stesse modalità previste per l’accantonamento della RIA del personale cessato;
d) le somme derivanti dalla attuazione dell’art. 43 della legge n. 449/1997;
e) le economie conseguenti alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo
pieno a tempo parziale ai sensi dell’art. 1, comma 57 e seguenti della legge
662/1996 e successive modifiche e integrazioni;
f) i risparmi derivanti dalla applicazione della disciplina dell’art.2, comma 3, del D.Lgs. n165/2001;”. Tale disciplina deve ritenersi superata e disapplicata dalle previsioni: dell’art.61, comma 17, della legge n.133/2008; art.2, comma 32, della legge n.203/2008; art.27 del D.Lgs.n.150/2009; art.6 della legge n.122/2010; degli artt.12 e 16, commi 4 e 5, della legge n.111/2011; art.6 del D.Lgs. n. 141/2011;
g) le risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultato del personale;
h) Omissis117.

2. Le eventuali risorse che, a consuntivo, risultassero non interamente utilizzate come previsto dall’art. 53(PAG. 41) (Progressioni economiche per il personale appartenente ai
livelli IV – IX), saranno destinate alle progressioni per l’attribuzione della prima posizione economica ai dipendenti che abbiano maturato una anzianità effettiva di servizio di almeno 5 anni nel livello di appartenenza alla data del 31.12.1999.

3. Nei casi in cui gli Enti siano destinatari di provvedimenti di riordino, ovvero attivino nuovi servizi o processi di riorganizzazione finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti, ai quali sia correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio cui non possa farsi fronte attraverso la razionalizzazione delle strutture e/o delle risorse finanziarie disponibili o che comportino un incremento stabile delle dotazioni organiche, gli Enti, nell’ambito della programmazione annuale e triennale dei fabbisogni di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 165/2001112bis, valutano anche l’entità delle  risorse necessarie per sostenere i maggiori oneri del trattamento economico accessorio del personale interessato dal riordino o da impiegare nelle nuove attività e ne individuano la relativa copertura nell’ambito delle capacità di bilancio.

4. Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche per remunerare
attività che, nell’ambito di obiettivi di interesse strategico per gli Enti, consentano di
far fronte a situazioni di emergenza o di straordinaria necessità ovvero collegate a
situazioni obiettivamente accertate e riferibili a condizioni territoriali di eccezionale
gravosità.
(art. 5 del CCNL del 21.11.1996 biennio economico 1996-1997)
1. Omissis118.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono ripartite proporzionalmente tra gli istituti
ricompresi nell’art. 43, comma 2(PAG. 95) (Risorse per il trattamento accessorio). In ogni
caso gli incrementi della voce “compensi per il lavoro straordinario” di cui all’art. 43,
comma 2, lettera a)(PAG. 95)
(Risorse per il trattamento accessorio), non possono
comportare aumenti del tetto complessivo di ore di lavoro straordinario effettuate
nell’anno 1996.
3. Qualora gli Enti diano applicazione a quanto previsto dall’art. 6 del presente CCNL,
la ripartizione di cui al comma 2 sarà disposta con l’esclusione della voce “produttività
collettiva ed individuale”, di cui all’art. 43, comma 2, lettera a)(PAG. 95) (Risorse per il
trattamento accessorio) del CCNL 7.10.1996.
(art. 43 del CCNL del 7.10.1996 quadriennio e biennio 1994 e 1995)
1. Per il finanziamento della parte variabile della retribuzione ogni amministrazione
provvede mediante le risorse, al netto degli oneri riflessi a carico dell’Ente, destinate
nell’anno 1995 al finanziamento del fondo di cui all’art. 15 del D.P.R. 171/91, commi
2, lettera a), b), c), integrate:
– omissis119;
– dalle risorse derivanti dall’applicazione dell’art. 15, comma 2, lettera d) e comma 3,
del DPR 171/91;
– da risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione della
produttività del personale.

2. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate al finanziamento dei seguenti istituti:
a) Fondo per il compenso del lavoro straordinario: il fondo è costituito nel suo
ammontare dalla somma stanziata nell’anno 1995 a compensare le prestazioni di
lavoro straordinario, ridotta del 10%. Il limite massimo individuale è pari a 200 ore
annue. Detto fondo è destinato a compensare le prestazioni di lavoro straordinario che
si rendessero necessarie per fronteggiare particolari situazioni di lavoro, connesse
anche a carenze di organico.
b) Fondo per la remunerazione di particolari condizioni di disagio, pericolo, danno e
responsabilità: il fondo è costituito nel suo ammontare dalla somma destinata
nell’anno 1995 al pagamento delle indennità di cui all’art. 16, comma 2, lettere c) e d)
del D.P.R. 171/91, nonché dalle risorse derivanti dalla riduzione del 10 % della
precedente lettera a). Detto fondo è destinato a remunerare gravose articolazioni
dell’orario di lavoro, connesse, in particolare al potenziamento della funzionalità degli
uffici e delle strutture ed al funzionamento delle attrezzature informatiche nonché
all’attribuzione di indennità per l’esercizio di compiti che comportano specifiche
responsabilità anche di natura professionale, ovvero oneri, rischi o disagi
particolarmente rilevanti, nonché alla reperibilità collegata alla particolare natura dei
servizi
c) Fondo per l’indennità di Ente : il fondo è costituito nel suo ammontare dalla somma
destinata nell’anno 1995 per il pagamento dell’indennità di incentivazione e
funzionalità prevista dall’art.29 del D.P.R. n. 568/87. Detta somma è incrementata
dalle risorse di cui all’art. 16, comma 2, lettera a) del D.P.R. 171/91, per la parte
erogata alla generalità dei dipendenti.
d) Fondo per l’indennità di posizione: il fondo è costituito nel suo ammontare da una
quota necessaria a finanziare l’art. 46(PAG. 99) (Indennità di posizione);
e) Fondo per la produttività collettiva e individuale: il fondo è costituito nel suo
ammontare da quanto residua dalla somma complessiva di cui al comma 1, detratta la
somma utilizzata per la costituzione dei fondi di cui alle lettere a), b), c) e d) del
presente comma.
3. In relazione a particolari condizioni organizzative riferite alla specificità dei singoli
ordinamenti, gli enti destinano eventuali economie di spesa realizzate nell’utilizzo dei
fondi di cui alle a), b), e d), del comma 2 ad incrementare le risorse del fondo di cui
alle lettere b) ed e) del medesimo comma. La ripartizione della predetta quota tra i
fondi di cui alle lettere b) ed e) è oggetto di contrattazione decentrata.

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